INTERVISTA - INTERVIEW

Costruzioni: servono riforme, chiarezza e tempi certi

The building industry needs reforms, clarity and guaranteed timeframes

di Gianluca Miserendino

Intervista a Gabriele Buia, presidente di Ance: “Meno burocrazia per far ripartire gli investimenti” 

Interview with Gabriele Buia, president of Ance, the Italian association of private building contractors: “Less bureaucracy to kickstart investments”

Un settore che viene da troppi anni di crisi e di blocco degli investimenti, che necessita di un pieno rilancio e che chiede riforme strutturali, nella legislazione nazionale come nella catena burocratica, che troppo spesso compromette il funzionamento della macchina produttiva. E’ questo lo stato dell’arte delle costruzioni in Italia - alberghiere ma non solo - nelle parole di Gabriele Buia, presidente di quell’Ance che fin dal 1946 riunisce sotto le sue insegne l’imprenditoria del mattone. E non usa mezzi termini, l’imprenditore di Parma, nell’indicare priorità ed esigenze di una categoria che vede crescere sempre più il peso delle ristrutturazioni rispetto alle nuove edificazioni e che – in riferimento all’hotellerie – attende piena chiarezza sull’opportunità offerta dai condhotel.

SeeItaly: Qual è lo stato dell’arte nel settore delle costruzioni in Italia, e in particolare dell’edilizia alberghiera?
“Non siamo ancora usciti da una crisi di sistema che in dieci anni ha praticamente paralizzato tutto il settore. Oltre 70 miliardi di euro di produzione andati in fumo, 600mila posti di lavoro persi, 120mila imprese spazzate via dal mercato. Investimenti bloccati, stretta creditizia, mancati pagamenti della Pubblica amministrazione e norme vessatorie come lo split payment hanno determinato un vero e proprio cataclisma, che si è abbattuto prima sulle centinaia di migliaia di piccole e medie realtà aziendali, e ora sta aggredendo anche le grandi. Tutto il segmento del non residenziale - alberghi, capannoni, uffici e negozi - ha sofferto molto in questi dieci anni, con una caduta degli investimenti di circa il -37%. Oggi il settore delle costruzioni si presenta profondamente cambiato rispetto al passato: a tenere vivo il mercato sono soprattutto gli interventi di riqualificazione del patrimonio abitativo, che rappresentano il 40% degli investimenti, mentre si sono sempre più ridotte le quote degli altri comparti”.

SeeItaly: Che caratteristiche hanno le commesse che arrivano oggi alle società edili dagli imprenditori del settore ricettivo? Quali sono i trend che registrate sulle nuove forme di ricettività ibride e innovative rispetto alla “forma hotel” tradizionale?
“Sicuramente negli ultimi anni le forme di ricettività si sono molto evolute, con la crescita dell’ospitalità innovativa legata ai bed & breakfast, agli agriturismi, all’albergo diffuso. Oggi le prospettive di sviluppo e di maggiore interesse si concentrano sulle trasformazioni di alberghi dismessi in condohotel, ossia strutture che abbinano le camere d’albergo a più ampi appartamenti che si possono acquistare come case vacanza. Tuttavia il decreto attuativo che regolamenta la materia, attribuendo alle regioni un ruolo importante in relazione alla riqualificazione urbana, è stato emanato da poco e presenta alcuni aspetti che ci lasciano perplessi. Ci auguriamo che le condizioni previste non limitino le potenzialità di questa nuova forma di ospitalità, ma potremo valutarlo solo nel tempo”.

SeeItaly: Sul piano dell’impianto normativo che regola il settore delle costruzioni in Italia, quali sono le principali criticità e quali le vostre richieste, allo stato attuale?
“Per ogni progetto di intervento sulle città è necessario passare attraverso le forche caudine di un iter autorizzativo che sai quando inizia, ma non sai quando finirà. Un vero percorso a ostacoli, in cui ci scontriamo con destinazioni di piano rigide e decine di nullaosta e permessi da chiedere a enti diversi: sovrintendenza, genio civile, vigili del fuoco, ecc. Per questo chiediamo con forza la certezza dei tempi, la trasparenza delle procedure e la sicurezza che un intervento, regolarmente autorizzato, non debba affrontare una via crucis di pareri e passaggi di competenze che lo rinviano sine die. Occorre un processo autorizzativo snello che integri sia i livelli decisionali nazionali che quelli territoriali”.

SeeItaly: Quanto alla conversione di immobili di pregio e storici in strutture ricettive, quali sono le principali criticità da affrontare e quale il peso dei vincoli legislativi?
“Sono sempre le inefficienze burocratiche e le inutili lungaggini a frenare le numerose iniziative private volte a restituire competitività e bellezza a tanti immobili abbandonati al degrado. La principale difficoltà sta proprio nell’ottenere le autorizzazioni necessarie da parte della sovrintendenza e del Comune, che condizionano fortemente gli interventi dal punto di vista sia architettonico che strutturale. E questo si verifica anche per la realizzazione di interventi ordinari per l’hôtellerie, come autorimesse o strutture per il benessere”.

SeeItaly: Oggi in che modo si armonizza e si rende fattiva la collaborazione dei vari professionisti nelle diverse fasi della creazione di una nuova struttura ricettiva, dallo studio di fattibilità fino all’interior design e alle rifiniture, passando per le fasi di messa in opera e di vera e propria edificazione degli immobili?
“La competitività di una struttura alberghiera dipende sicuramente, oggi, anche dal know how tecnico, organizzativo e gestionale delle tante figure coinvolte nelle varie fasi progettuali e realizzative dell’intervento. Figure che devono essere capaci di fare rete, condividendo informazioni e puntando su un efficace marketing territoriale. Tutte queste professionalità devono essere in grado di cogliere, inoltre, le profonde trasformazioni in atto nel mercato e avere un occhio più che mai attento alla sostenibilità, all’efficienza energetica e alla sicurezza. Un discorso che vale non solo per i grandi alberghi ma anche per quelli medio-piccoli, che rappresentano oltre la metà delle strutture italiane, spesso fuori dai brand internazionali”.

 

A sector that has seen too many years of recession and non-investment, which needs a total relaunch and requests structural reforms in national legislation as well as in the bureaucratic paper chain, which all too often jeopardises the smooth running of this industry. This is the state of the art of the building sector in Italy, and not only where hotels are concerned, in the words of Gabriele Buia, president of Ance, the association that since 1946 has represented the sector of bricks and mortar. And this businessman from Parma does not mince his words as he explains the priorities and needs of a category that is increasingly suffering from the weight of renovations over new buildings and which, where hôtellerie is concerned, is awaiting full clarity about the opportunities offered by condotels.


SeeItaly: What is the state of the art in the building sector in Italy in general and concerning hotels in particular?
“We are not yet out of a system recession that in ten years has basically paralysed the entire sector. Over 70 billion euros worth of production gone up in smoke, 600,000 lost jobs, 120,000 building companies swept aside by the market. Non-investment, a credit crunch, non-payment by public administration and oppressive laws such as split payment have led to a true cataclysm, which initially affected hundreds of thousands of SMEs and is now felt also by big companies. The entire non-residential segment—hotels, warehouses, offices and stores—has suffered hugely over the past ten years, with investments down by about 37%. The building sector today is totally different from in the past: the market is kept afloat mainly by residential redevelopment, which accounts for 40% of investments, while the other compartments have gradually decreased.”

SeeItaly: What sort of orders are building companies receiving today from hoteliers? What trends are you seeing in new forms of innovative and hybrid tourist accommodation compared to the traditional “hotel format”?
“Over the past few years, forms of tourist accommodation have evolved enormously, with the growth of innovative hospitality linked to bed&breakfasts, agrotourism establishments, and dispersed hotels. The most interesting prospects for development focus on turning disused hotels into condotels, namely condominium projects operated as hotels with hotel rooms and larger units that can be purchased as holiday homes. However, the relative implementation decree, which gives regional authorities an important role regarding redevelopment, is only recent and we find some of its aspects perplexing. We hope that the conditions laid down do not limit the potential of this new form of hospitality, but only time will tell.”

SeeItaly: What are the main criticalities in building sector legislation in Italy and what requests do you have right now?
“Any project for work in a city must necessarily navigate a maze of paperwork with no obvious end in sight. A real obstacle course whereby the hurdles are unwavering planning demands and dozens of authorisations and permits, all to be requested from different authorities: superintendencies, the civil engineering office, the fire brigade, etc. This is why we strongly urge guaranteed timeframes, procedural transparency and the certainty that a regularly authorised project will not have to face a twisting path of opinions and buck passing that delay it forever. We need a streamlined authorisation process that integrates both national and local decision makers.” 

SeeItaly: What are the main criticalities to be overcome and the legal restrictions when converting valuable historical buildings into tourist accommodation?
“Here once again we come up against bureaucratic inefficiency and uncalled-for feet dragging that slow down the many private initiatives for restoring competitiveness and beauty to so many buildings left to deteriorate. The main difficulty lies in obtaining the necessary permits from the superintendency or the local authorities, which greatly affect the work carried out from an architectonic and structural point of view. This state of affairs also exists for ordinary work done to hotels such as garages or wellbeing facilities.”

SeeItaly: How do the various professional figures involved in the different stages in creation of a new hotel collaborate in a streamlined, practical manner, from feasibility studies to interior design and finishing details, via preparation and actual building?
“Competitiveness of a hotel today definitely depends on the technical, organisation and management knowhow of the many people involved in the various planning and building stages of the project. Figures that must be capable of working as team, sharing information and focusing on effective local marketing. All these professional figures must also be able to understand the big changes the market is currently undergoing and be more aware than ever of sustainability, energy efficiency and safety. And this goes not only for big hotels, but also for medium-small ones, which account for more than half of Italian structures, often outside international branding.”
 

VAI AL PDF SFOGLIABILE

Editore: GIVI S.r.l. Via San Gregorio 6 20124 Milano - Tel. 02-2020431 | Fax 02-20204343 | E-mail: redazione@givisrl.com - P.Iva 09033600157